Wach Wächter-1996
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Rudi Wach
Wächter
, 1996

bronzo, 200x36x38 cm

La traduzione italiana del titolo dell’opera è “Guardiano”, un vocabolo significativo per il luogo in cui essa si trova. La scultura vigila come una sentinella sul divenire della natura circostante. La tematica dei guardiani è stata più volte affrontata da Rudi Wach e nel corso dei decenni l’artista ha creato sculture che racchiudono in sé l’idea di una memoria collettiva e il senso di un’impronta primordiale, di un perenne legame con il cosmo. Il guardiano esprime con la propria presenza l’idea di una meditazione profonda riguardo alla conoscenza e all’esistenza umana in relazione al “tutto” universale. Il Wächter contempla l’ambiente naturale circostante, il suo incessante e continuo divenire e, allo stesso tempo, è custode del paese, luogo in cui avvengono i rapporti umani e dove continuamente si alternano le vicende della vita quotidiana.

Località Morterone Centro
Rudi Wach

© Paolo Vandrasch, Milano

Rudi Wach

(Hall in Tirol, 1934)

“(…) Morterone è come la mia patria adottiva, il mio paese, la mia infanzia; infatti sono nato in montagna a Innsbruck. Questo spazio con il Museo può diventare una piccola parte d’Europa sul piano culturale, simile ad una polis greca o alla vecchia Roma. Esso, sorgendo in un posto il più nascosto possibile, assume un significato proprio nella nostra epoca di massificazione, di grossi poli di interesse geografico: è la cultura che, per questo, si ritrova, ritirandosi simbolicamente nei posti più reconditi, più piccoli. […] Morterone potrà diventare un’Atene moderna e io lotterò con tutte le mie forze alla sua edificazione.”

Rudi Wach, gennaio 1988

Rudi Wach coglie negli aspetti più arcani della natura e dell’uomo tutta la forza dei processi vitali, nel momento stesso del loro svolgimento. La sua poetica procede per metafore, delineando una meditazione profonda, una ricerca di conoscenza e di comprensione dell’esistenza umana in relazione al “tutto”.
Le sue opere trasmettono il mistero inafferrabile che sottintende al continuo divenire del cosmo, spingendolo a rendere vivo ciò che si trova oltre i limiti del visibile.

Grande Madre
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