Wach-Grande Madre-1972
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Rudi Wach
Grande Madre
, 1972

bronzo, 200x100x50 cm

L’opera rappresenta una delle figure cardine del “fare arte” dell’artista austriaco: la madre, figura che accomuna uomo e animale e che rappresenta per eccellenza la natura stessa – “madre natura” -, generatrice del creato. La scultura, fortemente materica, esprime la forza vitale che, in continuo mutamento, perdura nel tempo e nello spazio, recando in sé l’apparente contraddizione fra la natura e la razionalità umana. La Grande Madre avvia un percorso complesso che porta alla consapevolezza del limite della conoscenza umana di fronte al “tutto”, limite in cui l’uomo è manifestazione dello stesso naturale.

Piazza della Chiesa
Rudi Wach

© Paolo Vandrasch, Milano

Rudi Wach

(Hall in Tirol, 1934)

“(…) Morterone è come la mia patria adottiva, il mio paese, la mia infanzia; infatti sono nato in montagna a Innsbruck. Questo spazio con il Museo può diventare una piccola parte d’Europa sul piano culturale, simile ad una polis greca o alla vecchia Roma. Esso, sorgendo in un posto il più nascosto possibile, assume un significato proprio nella nostra epoca di massificazione, di grossi poli di interesse geografico: è la cultura che, per questo, si ritrova, ritirandosi simbolicamente nei posti più reconditi, più piccoli. […] Morterone potrà diventare un’Atene moderna e io lotterò con tutte le mie forze alla sua edificazione.”

Rudi Wach, gennaio 1988

Rudi Wach coglie negli aspetti più arcani della natura e dell’uomo tutta la forza dei processi vitali, nel momento stesso del loro svolgimento. La sua poetica procede per metafore, delineando una meditazione profonda, una ricerca di conoscenza e di comprensione dell’esistenza umana in relazione al “tutto”.
Le sue opere trasmettono il mistero inafferrabile che sottintende al continuo divenire del cosmo, spingendolo a rendere vivo ciò che si trova oltre i limiti del visibile.

Nocturne à Morterone
Wächter
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